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  belgapalermitanoepazzo [ blog di un belga che vive a Palermo........e ci sta bene ]
         

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17 gennaio 2009

FA FRIDDU? NON, IL FAIT CHAUD

25 dicembre, prima mattina (ore 11:00 che per uno che lavora di notte è prima mattina). Mia moglie e me stavamo facendo colazione tranquillamente in cucina. Sentivamo freddo ed indossavamo, oltre al piagiama, una vestaglia ed un maglione di lana. Appena alzati avevamo acceso il riscaldamento ma i termosifoni ancora non si erano decisi a mandare aria calda.
 sul balcone il wallabee stava giocando con un paio di pinguini. Era una solita mattinata d'inverno .

Mia madre era arrivata da Bruxelles il giorno prima. Aveva deciso di passare le feste a Palermo insieme a noi. Si alza mentre stavamo facendo colazione ed apre il balcone.  Mi viene subito da gridarli di richiudere la il balcone. Pero, prima che potessi dire una parola, mia madre esclama "che bello la primavera"!

Ma come? noi vestiti con maglioni di lana sentiamo freddo mentre lei, che indossa solo un pigiama estivo dice che fa caldo?? Come mai?? Mi torna allora in mente che il giorno prima, scendendo dell'aereo, aveva detto che a Bruxelles c'erano approssimativamente meno dieci gradi.

Di sicuro, ormai a Bruxelles d'inverno non ci vado mai più.




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21 settembre 2008

fila

 Riprendiamo qui gli sguardi incrociati cercando di capire come fare la fila alle poste.
Qui, in Italia, appena arriviamo alle poste, ci mettiamo in fila e, per far sapere a tutti che siamo in fila, gridiamo a tutto l'ufficio postale "chi è l'ultimo?", poi quando l'ultimo ha detto che fosse lui, il nuovo arrivato dice "allora sono dopo di lei" e poi si allontana un po', tanto c'avra ancora mezza giornata abbondante prima di ritrovarsi di fronte all'impiegato postale.
Se non se ne va, si mette da qualche parte nella fila (mai all'ultimo posto) e, trovato una persona qualunque, comincia a dirgli "minchia ma oggi non si può più vivere. Costa troppo. Guarda mio figlio..."  oppure "prima almeno funzionava. Si ricordi, signore, ai tempi della lira quanto stavamo bene..."
E così trova un ottimo modo di passare la mezza giornata di fila all'ufficio postale ( o all'ufficio del comune, o allo sportello di banca).

In Belgio, arrivi e in silenzio prendi posto dietro l'ultima persona della fila, aspetti senza dire neanche una parola che l'impiegato ti dia il francobollo e te ne vai IN SILENZIO, tanto  essere all'ufficio postale o al cimitero, là c'è poca differenza.




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16 ottobre 2007

politica incrociata

 Nuova puntata degli sguardi incrociati:
 
Spesso la stampa italiana dice che in Italia la democrazia non c'è. Questo è un idea anche molto condivisa dagli italiani e sopratutto dai politici che sono soliti accusare i "colleghi" dell'altro schieramento di censura.
La situazione detta cosi è forse un po' caricaturale e non voglio parlare di questo, anche se l'argomento mi piace e non voglio neanche proporvi il compito universitario che avevo fatto all'epoca delle elezioni del 2006 sullo stato della stampa italiana dal punto di vista deontologico (che prima di consegnare avevo fatto leggere ad amici di tutti  e due schieramenti).

MA da quando vivo qui, una cosa mi stupisce sempre, e vale a dire che la politica assomiglia molto alla pubblicità.
Tantissime sono le affissioni per strada, che prendono spunto da un tema di attualità politica e in poche parole fanno capire se si ritiene pro o contro l'argomento. A volte queste affissioni sono su temi locali (sull'attività di un sindaco, su una decisione recente,...) ma a volte cosi come una pubblicità queste sono diffuse a livello nazionale ed a volte fanno discutere o creano uno scandalo mediatico (si pensi alla foto di Fini comparsa a Roma pochi giorni fa).

In Belgio tutto questo sarebbe impensabile. Quando si stanno avvicinando le elezioni, allora sì, per strada e dapertutto, compaiono delle Affiches con la foto di Di Rupo (la rosa nel pugno) o Reynders (MR, centro destra) ma questo solo in spazi delimitati e precisi.




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21 settembre 2007

MAGNA MAGNA



Una cosa che differisce molto nei due paesi (Italia / Belgio) è l'orario dei pasti:

iN BELGIO                            
collazione: quando ti alzi
Pranzo:  12:00 o 12:30
Cena: 19:00 - 19.30 (orario del TG)


IN ITALIA
collazione: quando esci da casa, al primo bar che trovi
Pranzo: 13.30 se non dopo
Cena: dalle 20.00 alle 22.00, secondo le regioni

A casa mangiavamo sempre in quei orari tipicamente belghi e finche sono arrivato a Palermo a me andava bene.
Ma quando sono arrivato a Palermo ho cominciato a mangiare sempre piu tarde, se mangiavo con le mie conquilline si parlava a tavola (cosa proibita in Belgio, anzi se parli durante un pasto in Belgio vieni rimproverato) e si mangiava all'aperto appena c'era un po di sole.

Ogni volta che torno in Belgio ormai vedo tutti cenare mentre io faccio da mangiare che loro stanno a guardare la tivu, il film serrale (che inizia verso le 20:15).

Altra differenza importante: in Italia ti spingono a mangiare di tutto. I siciliani si sentono offesi se rimane qualcosa nel piatto.

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Ecco. Eppoi domani un anniversario importante: il 22 settembre 2004 usavo il mio biglietto aereo di andata sola x l'Italia.




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12 settembre 2007

atac e amat vs la STIB

Ecco dunque la seconda puntata (prima sul mio blog) degli sguardi incrociati.

Una delle prime cose che uno straniero vede arrivando in Italia (e sopratutto uno come me che non ha la macchina) è il modo di funzionare dei mezzi pubblici.

Certo non darei il consiglio che dava Groucho Marx di fare la propria vita nei mezzi publici ma il contrasto fra i mezzi della STIB (societa che gestisce i mezzi di Bruxelles) e l'AMAT (Palermo) o l'ATAC (Roma) è enorme.

In Belgio i mezzi erano abbastanza silenziosi e molto costosi.

A Palermo e anche a Roma la gente parla nei mezzi. Capita che per un problemino alla macchinetta incaricata di timbrare il biglietto nasca una chiachierata divertente, che dura il tempo della corsa in autobus. Anche se dovesse durare mezz'ora, quella chiachierata sembra del tutto normale ad un italiano cosi come sembra normale che poi non si scambiano i numeri di telefono. Parlare è solo un modo di passare il tempo nell'autobus. 
E infatti se dobbiamo stare chiusi mezz'ora nel traffico a non fare niente, meglio fare una chichierata divertente che guardare fuori le macchine in fila.
Uno potrebbe leggere, ascoltare musica, telefonare a tutti i contatti inseriti nel suo cellulare. E c'è chi lo fa. Ma appena viene fuori la possibilità di una chiachierata nell'autobus, in Italia uno incoraggia la chiachierata e ben 74% della gente a bordo viene coinvolta (a volte anche l'autista).

Appena arrivato a Palermo, mentre parlavo un italiano ancora (molto) approssimativo, aspettavo il bus davanti a casa. Si avvicina un vecchietto e comincia a raccontarmi scherzi in siciliano (nun c'u capitu niente, inutile precisare).
Arriva il 234, saliamo ed è andato a raccontare questi due o tre scherzi a tutta la gente sull'autobus. Mi ricordo che in dieci minuti ha cambiato dieci volte il posto dove sedeva.

Se questo succedesse a Bruxelles, ovvero se quealcuno parlasse nell'autobus con qualcuno che non conosce, verrebbe considerato come pazzo o comunque la gente lo guarderebbe in modo strano.

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